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Glossario

I termini della posta elettronica che servono a capire il risultato di una verifica

Blacklist

Un elenco di indirizzi IP o di domini noti per aver inviato spam o per altri abusi. I server di posta lo interrogano tramite il DNS (si parla di DNSBL, RFC 5782) e, se il mittente è in elenco, possono rifiutare il messaggio o metterlo tra lo spam.

Le blacklist sono molte, gestite da soggetti diversi con criteri diversi: essere in una non vuol dire essere in tutte. Riguardano chi invia, non l’esistenza della casella di chi riceve.

Catch-all

Un’impostazione del server di posta che accetta i messaggi per qualsiasi indirizzo del dominio, anche per uno che non esiste. Letteralmente «prendi tutto».

Per chi verifica gli indirizzi è un vicolo cieco: il server risponde «sì» a ogni richiesta, quindi la risposta non dice se la casella esista. Lo strumento lo segnala come «potrebbe essere valida». Come leggere un esito catch-all; come trattarli in una lista.

DKIM

DomainKeys Identified Mail. Il server che invia un messaggio lo firma con una chiave privata; la chiave pubblica corrispondente è pubblicata nel DNS del dominio, in un record TXT sotto _domainkey. Chi riceve controlla la firma: se torna, il messaggio non è stato alterato in viaggio e il dominio che l’ha firmato ne risponde (RFC 6376).

Con SPF e DMARC è uno dei tre strumenti contro la falsificazione del mittente. Non dice nulla sull’esistenza della casella di chi riceve.

DMARC

Domain-based Message Authentication, Reporting and Conformance. È un record TXT pubblicato nel DNS, sotto _dmarc, con cui il proprietario di un dominio dice ai server che ricevono che cosa fare dei messaggi che si presentano con il suo dominio ma non superano i controlli SPF o DKIM (nessuna azione, quarantena, rifiuto) e dove mandare i rapporti sull’uso del dominio (RFC 9989).

Email usa e getta

Indirizzi temporanei che si ottengono in pochi secondi, senza registrazione, da servizi appositi, e che dopo un po’ di tempo smettono di funzionare o vengono svuotati. Servono a iscriversi a un sito senza dare la propria email vera.

Per chi raccoglie contatti sono un problema: una verifica dell’esistenza della casella da sola non li riconosce, perché la casella esiste, per qualche ora, ma difficilmente porterà a una risposta. Nella verifica massiva, in arrivo, fanno parte della pulizia della lista.

Greylisting

Una difesa anti-spam: il server rifiuta temporaneamente, con un errore che inizia per 4, il primo contatto da un mittente che non conosce e accetta il tentativo successivo. I server di posta legittimi riprovano da soli; molti programmi di spam no (RFC 6647).

Per la verifica degli indirizzi un rifiuto temporaneo non dice se la casella esiste, quindi l’esito è «non verificabile». Cosa fare; come trattarli in una lista.

Hard bounce

Un rimbalzo definitivo: il messaggio non può essere consegnato e riprovare non servirà. Il server risponde con un errore che inizia per 5, come 550 5.1.1 (la casella non esiste; RFC 3463).

Conviene togliere subito quell’indirizzo dalla lista: continuare a scrivere a indirizzi che non esistono di solito peggiora la reputazione del mittente presso i provider. Vedi anche soft bounce.

IMAP

Internet Message Access Protocol: il protocollo con cui un programma di posta o un’app legge i messaggi che stanno sul server. A differenza del POP li lascia sul server e li tiene sincronizzati: si possono fare ricerche sul server senza scaricare tutto e più dispositivi possono usare la stessa casella.

Le porte sono la 143, che può passare a una connessione cifrata, e la 993, cifrata fin dall’inizio (RFC 9051). Serve a leggere la posta, non a inviarla: per quello c’è SMTP.

Indirizzo di ruolo

Un indirizzo che non appartiene a una persona ma a una funzione: info@, support@, sales@, postmaster@, abuse@. Alcuni di questi nomi sono previsti dallo standard (RFC 2142).

Spesso lo legge più di una persona, a volte è un inoltro. Scrivere a un indirizzo di ruolo non è un errore, ma in una lista di marketing conviene sapere quali sono. Nella verifica massiva, in arrivo, vengono segnalati.

MX

Un record Mail Exchanger è una voce del DNS che indica quali server ricevono la posta di un dominio. Un dominio può averne più di uno, ciascuno con una preferenza: si prova prima il server con il numero più basso.

Chiedere al DNS l’MX di un dominio è il primo passo di ogni invio e di ogni verifica, prima del dialogo SMTP con il server indicato (RFC 5321, sezione 5).

PEC

Posta Elettronica Certificata: un servizio di posta italiano che dà all’invio e alla consegna di un messaggio un valore legale equiparato a quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno. I gestori accreditati fanno da garanti sulla consegna o sulla mancata consegna dei messaggi.

È regolata in Italia dal D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68.

POP3

Post Office Protocol: il protocollo con cui un programma di posta scarica i messaggi dal server. La versione in uso è la 3, da cui POP3 (RFC 1939). La porta è la 110, la 995 se la connessione è cifrata.

In genere i messaggi vengono scaricati sul dispositivo e tolti dal server, a meno che il programma sia configurato per lasciarne una copia: per leggere la stessa casella da più dispositivi si preferisce IMAP.

SMTP

Simple Mail Transfer Protocol: il protocollo con cui un messaggio viaggia da chi lo invia al server di chi lo riceve (RFC 5321). È semplice: funziona con comandi di testo, uno per riga (EHLO, MAIL FROM, RCPT TO, DATA), a cui il server risponde con un codice a tre cifre: 2 accettato, 4 errore temporaneo, 5 errore definitivo.

I server di posta si parlano sulla porta 25; chi invia da un programma di posta passa da un server di invio, sulla 587 o sulla 465 cifrata (RFC 6409, RFC 8314). Per ricevere posta si usano invece POP e IMAP.

La verifica delle email è un dialogo SMTP interrotto prima del messaggio: come avviene.

Soft bounce

Un rimbalzo temporaneo: il messaggio non è stato consegnato ora, ma potrebbe esserlo più tardi. Il server risponde con un errore che inizia per 4: casella piena, server momentaneamente non raggiungibile, greylisting. Il server di chi invia riprova per un certo tempo, poi rinuncia e avvisa il mittente.

Se un indirizzo dà soft bounce di continuo, di solito conviene toglierlo dalla lista come un hard bounce.

SPF

Sender Policy Framework. Il proprietario di un dominio pubblica nel DNS, in un record TXT che inizia con v=spf1, l’elenco dei server autorizzati a inviare posta a nome del dominio; chi riceve confronta l’indirizzo del server mittente con quell’elenco (RFC 7208).

Rende più difficile falsificare il mittente. Con DKIM e DMARC è la base dell’autenticazione delle email. Non dice nulla sull’esistenza della casella di chi riceve.